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Intervista all’Ambasciatore Antonio Alessandro su “Tribuna Economica”

“Accordo Libero Scambio Ue-Vietnam (Evfta): una straordinaria occasione”

Antonio Alessandro, Ambasciatore d’Italia in Vietnam: “Il Patto per l’export firmato l’8 giugno rappresenta il quadro generale entro cui ci muoviamo

Come tutti i Paesi, anche il Vietnam ha risentito della crisi sanitaria. Tuttavia, grazie a strategie vincenti e tempestive, “il Paese è riuscito a evitare un’epidemia su larga scala”.

Allo stesso tempo, l’economia vietnamita si basa su import/export e sta dunque risentendo pesantemente della contrazione mondiale. “Ad oggi il contagio può dirsi contenuto e le attività sono tornate alla quasi normalità, quindi è attesa una ripartenza piuttosto rapida: il Vietnam sarà, secondo molti osservatori, una delle poche economie a crescere nel 2020 (+2/3% per il Governo, +1,5% per la Banca Mondiale)”.

Ambasciatore Alessandro, quante e quali risorse sono state destinate per fronteggiare la crisi?

La Banca Centrale Vietnamita sta espandendo l’offerta monetaria con riduzioni dei tassi. Inoltre, il Governo ha prima dilazionato e poi tagliato l’imposizione fiscale, in particolare la Corporate Income Tax e i diritti d’uso dei terreni. Infine, sono stati approvati pacchetti di sostegno al reddito per le fasce di popolazione più vulnerabili.

Più che su risorse finanziarie aggiuntive, tuttavia, il Vietnam ha puntato su un’accelerazione delle riforme necessarie per modernizzare la propria economia: attenzione allo sviluppo sostenibile; investimenti in infrastrutture, che rappresentano uno dei punti deboli del paese; transizione energetica verso le rinnovabili per ridurre la dipendenza dal carbone; meccanizzazione agricola; industria 4.0. Infine, un occhio di riguardo sarà dedicato al turismo, per farlo ripartire non appena l’emergenza sarà passata.

Il Covid, come sta cambiando il Paese?

Come dicevo, per la ripartenza le autorità intendono puntare sulla modernizzazione del Paese. Per continuare nel suo percorso di crescita (+6% annuo in media nell’ultimo decennio), il Vietnam ha urgenza di specializzarsi in produzioni a maggior valore aggiunto e di integrarsi maggiormente nelle catene globali del valore, superando il modello fin qui adottato di “assemblatore” per le grandi multinazionali.

I nuovi indirizzi socio-economici verranno ufficializzati a inizio 2021, quando il Congresso del Partito Comunista, massimo organo decisionale che si riunisce ogni 5 anni, nominerà la nuova leadership e approverà i piani di sviluppo quinquennale e decennale da qui al 2030. Secondo alcuni osservatori il Cocid sta spingendo molte aziende ad affiancare, alle proprie produzioni in Cina investimenti in altri Paesi dell’area, per diversificare le opzioni di approvvigionamento e mettersi al riparo dalle possibili conseguenze delle tensioni Usa-Cina. Il Vietnam si candida ad attrarre parte di questo flusso. È un trend, in verità già avviato da alcuni anni, che va monitorato con interesse.

Il primo agosto è entrato in vigore all’accordo di libero scambio Ue-Vietnam; che cosa rappresenta per il Paese e quali sono i vantaggi per le nostre imprese?

L’Accordo di Libero Scambio siglato da Ue e Vietnam (Evfta) è una straordinaria occasione. Si tratta del più ambizioso accordo commerciale concluso dall’Ue con un’economia emergente, che non solo abbatterà gradualmente i dazi ma faciliterà gli scambi attraverso la limitazione delle barriere non tariffarie e l’adozione in Vietnam di standard qualitativi, sociali e ambientali in linea con quelli europei. L’Evfta sarà poi completato da un accordo per la Protezione degli Investimenti, che è al momento al vaglio dei Parlamenti Nazionali europei.

Per l’Italia, il rilancio dell’export è una priorità nazionale e quindi un accordo che azzera i dazi con un importante partner commerciale è una buona notizia: il Vietnam è un mercato di destinazione estremamente promettente, con 96 milioni di abitanti e una classe media in forte crescita, una struttura economica che, come detto, ha necessità di adeguamento tecnologico.

Tutto ciò fa del Paese un target ideale per le nostre eccellenze. Attraverso previsioni ad hoc, inoltre, i nostri marchi saranno tutelati in tutto il territorio vietnamita. Ad esempio, vengono riconosciute ben 39 delle nostre identificazioni geografiche sulle quasi 170 europee. Bisogna infine ricordare che il Vietnam ha una fitta rete di accordi di libero scambio con moltissimi Paesi e costituisce un “hub” regionale naturale, in cui le nostre aziende potranno inserirsi con investimenti più protetti e procedure burocratiche più snelle grazie all’Evfta.

Come, il Sistema Italia, si posiziona nel Paese e in quale misura rispetto ai competitors?

L’Italia è il secondo esportatore europeo in Vietnam, a pari merito con la Francia e dopo la Germania, con una quota di mercato dello 0,8%. In termini assoluti. Nel 2019 abbiamo esportato 1,3 miliardi di euro di prodotti. I settori più importanti sono la meccanica industriale, il tessile e la pelletteria, ma stanno emergendo anche la moda e i beni di consumo, oltre all’agro-alimentare di qualità. Insomma, c’è spazio per crescere, anche perché il made in Italy è un marchio riconosciuto e stimato, indice di qualità ed eleganza per il consumatore vietnamita.

Le imprese italiane presenti sul territorio, oltre un centinaio e alcune da oltre venti anni, sono indotte ad investire qui dalla stabilità che il Paese offre, grazie anche ad una politica industriale incisiva che consente prevedibilità. Peraltro, gli investimenti italiani sono molto apprezzati per il modo “italiano” di fare impresa, sempre attento alla sostenibilità sociale e ambientale e al trasferimento di tecnologia. Vi è poi forte complementarità tra i due Paesi, nella misura in cui molti prodotti finiti giungono sui mercati nazionali ed esteri tramite una stretta integrazione delle due catene industriali.

Oggi la priorità per le nostre imprese è conoscere l’Evfta, vero “game-changer” dei prossimi anni. I Paesi europei nostri concorrenti lo stanno facendo e noi non possiamo rimanere indietro.

Sempre in tema di Sistema Italia, quali sono le azioni concrete che Istituzioni pubbliche private mettono in campo per favorire e migliorare i rapporti commerciali?

Il Patto per l’Export firmato l’8 giugno rappresenta il quadro generale entro cui ci muoviamo. Il Sistema Italia (Farnesina, Ice, Sace, Simest) ha introdotto soluzioni informative e finanziarie, agevolazioni e contributi a fondo perduto. Tutte le informazioni sono reperibili su export.gov.it, il nuovo portale unico dedicato all’export.

L’Ambasciata italiana è impegnata a rilanciare l’export, insieme a tutto il sistema istituzionale in Vietnam: il Consolato Generale a Ho Chi Minh City, l’ufficio Ice, la Camera di Commercio italiana in Vietnam (Icham).

Nei mesi più duri della pandemia siamo stati chiamati ad assistere le nostre aziende che, a causa delle limitazioni ai viaggi internazionali, non potevano inviare tecnici nel Paese. Quando possibile abbiamo facilitato autorizzazioni speciali all’ingresso. Abbiamo poi avviato attività di formazione e informazione on line, sul Vietnam e sull’Evfta. Tutto questo è affiancato dalla attività di promozione degli scambi, condotta per ora prevalentemente on-line per quanto riguarda i rapporti con l’Italia.

Turismo e cultura sono due leve fondamentali per comprendere un Paese; oggi, questi due settori complementari tra loro, hanno subito un grave colpo. Quali strumenti mettere in campo?

Le limitazioni agli arrivi extra-Ue in Italia non ci consentono di puntare ancora al rilancio del turismo, ma la promozione culturale – come stiamo sperimentando in questi mesi – non si deve arrestare. Con mezzi nuovi, e in qualche modo creativi, proseguiamo in quest’azione in Vietnam. Siamo riusciti a portare una straordinaria mostra digitale dedicata a Raffaello che è al momento il principale evento culturale internazionale di Hanoi. Celebreremo poi il design, l’arte contemporanea, il cinema e la cucina del nostro Bel Paese, per promuoverne l’immagine. In questo modo, alla fine dell’emergenza, avremo terreno fertile per rilanciare il turismo dal Vietnam, che negli ultimi anni aveva fatto registrare numeri interessanti.

Relazioni diplomatiche Italia-Vietnam: siamo sulla giusta via?

Assolutamente sì. Italia e Vietnam sono legati da un partenariato strategico, formalizzato nel 2013 per i 40 delle relazioni diplomatiche, che si declina in scambi e collaborazioni in ambito politico, economico, culturale, scientifico e tecnologico. Le visite sono frequenti e solo lo scorso anno abbiamo avuto ad Hanoi il Ministro degli Esteri Moavero e il Presidente del Consiglio Conte. Quest’anno abbiamo poi rafforzato la nostra cooperazione con l’Asean, della quale il Vietnam è Presidente di turno, diventandone “partner di sviluppo”. In conclusione, l’attenzione e la consapevolezza dell’importanza di questa parte di mondo crescono in Italia, sia presso le istituzioni che nella società civile, e a giusto titolo.