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Cooperazione economica

 

Cooperazione economica

IL QUADRO MACROECONOMICO

Il Vietnam, con una popolazione di oltre 94 milioni di abitanti e un’economia che ha registrato negli ultimi decenni una sostenuta crescita, rappresenta ormai uno dei Paesi emergenti del Sud Est asiatico tra i più dinamici e promettenti sullo scenario regionale e globale.

Il processo di riforme economiche lanciato nel 1986 (“doi moi” o “rinnovamento”) e l’adesione all’Organizzazione Mondiale del Commercio nel 2007 hanno avviato una progressiva liberalizzazione e apertura dell’economia al commercio internazionale, stimolando una crescita sostenuta e costante, che ha mantenuto negli ultimi anni una media del 6%. Il Vietnam è così entrato nel 2010 nella categoria dei paesi a medio reddito, ponendosi l’obiettivo di diventare un paese industrializzato entro il 2020.

IL BUSINESS ENVIRONMENT

Il quadro legale, tradizionalmente incentrato sull’attrazione di IDE e perfezionato con le misure varate tra il 2014 e il 2015 (in materia di semplificazione amministrativa, diritto d’impresa, investimenti, mercato immobiliare, Public-Private Partnership, revisione della soglia massima di capitale straniero per le aziende quotate in borsa) mantiene un vantaggioso sistema di incentivi e agevolazioni fiscali e conferma l’impegno delle autorita’ in direzione di un sempre piu’ effettivo level playing field tra imprese private e aziende di Stato.

La corporate income tax é stata ridotta dal 1° gennaio 2016 dal 22 al 20% e mirati incentivi sono previsti per settori specifici e aree con particolari caratteristiche (zone high-tech, economiche, aree dalle condizioni socio-economiche complesse).

I dati dei flussi di capitale straniero confermano l’attrattività del Paese per gli investitori esteri.

GLI ACCORDI COMMERCIALI

La partecipazione del Vietnam ad una fitta rete di accordi di libero scambio offre alle aziende operanti nel Paese vantaggi comparati in termini di riduzioni tariffarie nell’esportazione dei propri prodotti, in particolare nei mercati regionali.

Il Vietnam è membro dell’ASEAN dal 1995 e del WTO dal 2007. Il 15 dicembre 2015 e il 23 gennaio 2017, ha recepito rispettivamente il Protocollo sul Trade Facilitation Agreement e quello che modifica l’Accordo TRIPS.

Il formale stabilimento dell’ASEAN Economic Community, a partire dal 1 gennaio 2016, rappresenta per il Paese un passaggio importante del processo di integrazione con le economie dell’area, che integra il sistema di agevolazioni già previste nell’area di libero scambio (con asimmetrie tariffarie che assicurano ai prodotti vietnamiti un trattamento preferenziale), mentre é in corso di negoziazione il completamento della Regional Comprehensive Economic Partnership – RCEP, che integrerà in una cornice unica gli accordi ASEAN con Cina, Corea, Giappone, India, Australia e Nuova Zelanda, costituendo un network pari alla metà della popolazione globale e a 1/3 del PIL mondiale.

Nel 2015 il Vietnam ha chiuso i negoziati di FTAs con partners che compongono il 65% del PIL mondiale: Corea, Unione Euroasiatica, Unione Europea e l'allora Trans Pacific Partnership.

I negoziati dell’FTA con l’Unione Europea si sono conclusi il 2 dicembre 2015. Il testo é ora in fase di ratifica . Gli elementi più qualificanti dell’accordo riguardano la liberalizzazione tariffaria al 99% (con condizioni particolarmente interessanti per le aziende europee nei settori degli alcolici, automotive, macchinari, pellame e arredamento); tutela della proprietà intellettuale e delle indicazioni geografiche; predisposizione di un set di misure tese a offrire alle aziende europee un level playing field per le esportazioni e gli investimenti (previsioni NTB, consistente ventaglio di settori aperto alle imprese UE nel campo dei servizi, investimenti, appalti, disciplina dei sussidi delle Imprese di Stato).

Il 12 novembre 2018, il Vietnam è stato il settimo paese a ratificare il Patto commerciale transpacifico (CPTPP), iniziativa a trazione giapponese. Il CPTPP, a seguito del ritiro degli USA, coinvolge 11 paesi nella regione dell’Asia-Pacifico (circa 10mila miliardi di dollari di PIL, per quasi mezzo miliardo di persone). Questo sviluppo, insieme ai numerosi altri accordi di libero scambio che il Paese ha concluso (16 quelli in vigore), fa del Vietnam l’economia più aperta al mondo, con un interscambio commerciale che vale due volte il PIL.

ITALIA-VIETNAM. I RAPPORTI E LE PROSPETTIVE

Il Vietnam offre interessanti OPPORTUNITA’, grazie al profilo industriale fondato sulle PMI, alla sua attrattiva in tema d’investimenti esteri, alla disponibilità di una manodopera giovane a basso costo e qualificata, così come alla partecipazione alla rete di accordi di libero scambio.

La struttura industriale vietnamita é costituita al 96% da PMI determinate ad acquisire prodotti, macchinari, tecnologia e modelli di sviluppo qualificati, al fine di poter inserirsi con successo nella supply chain dei grandi investimenti internazionali e poter concretamente beneficiare dei vantaggi offerti dalla fitta rete di FTAs. Significative prospettive sono inoltre assicurate dal sostenuto impulso dei processi di liberalizzazione e incentivazione degli investimenti, dagli ambiziosi obiettivi in più settori (infrastrutture, energia, meccanizzazione agricola, biomedicale, turismo) e dall’espansione di una classe media più facoltosa e particolarmente sensibile al richiamo esercitato dai prodotti del “Made in Italy” (gastronomia, arredamento, design e moda).

Infine, le previste liberalizzazione tariffarie offerte dalla conclusione degli Accordi di Libero Scambio si riflettono non solo nelle potenzialità delle esportazioni verso il Vietnam (Accordo EU-Vietnam FTA), ma anche in quelle di produzione ed esportazione sui mercati del sud-est asiatico in particolare e su quello mondiale, grazie al profilo di hub del Vietnam e agli Accordi CPTPP, ASEAN, Corea e e Unione Euroasiatica.


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